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Vampiri

 

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Caccia Alle Streghe

Sulla stregoneria è stato detto e scritto moltissimo.
Ciò che probabilmente è stato preso in considerazione da pochi è che essa possa essere considerata come una vera rappresentazione di un’intera epoca, della sua cultura, del suo floklore e delle forze in essa attive e dominanti.
Vi proponiamo in queste pagine un itinerario storico che chiarirà forse meglio cosa sia la caccia alle streghe e come esse siano state considerate in tutto quell’arco di tempo che va dal medioevo all’età moderna. Attraverso l’istituzione del tribunale dell’Inquisizione nel 1084 la Chiesa si preoccupò di ricondurre all’ortodossia i fedeli che deviavano dal dogma, esaminando e stroncando ogni tipo di eresia.
Tuttavia la persecuzione delle streghe ha origini più antiche e, come per ogni fenomeno sociale, esso si è basato sul disagio delle masse.
Analizzeremo le tappe fondamentali, necessarie per conoscere l’argomento con una discreta cognizione di causa e gli avvenimenti di importanza più rilevante.
La storia delle persecuzioni, contrariamente a quel che si pensa, ebbe inizio nel 314 d.c. con il Concilio di Ancira che condannava coloro che praticavano la magia nera e i malefici.
Già pochi anni dopo, nel 340 d.c., le prescrizioni del Concilio di Alvira si scagliavano contro coloro che fossero dediti a procurar la morte con l’ausilio della magia.
Nel 643 l’Editto di Rotari condanna le streghe e la stregoneria, ma al contempo, ambiguamente, indica i provvedimenti da adottare nei confronti di coloro che avessero arrecato danno alle streghe.
Le streghe infatti, erano considerate donne vittime delle loro stesse superstizioni, incapaci di gestire alcun potere e considerate, in definitiva, alla stregua di semplici pazze.
L’Editto di Liutprando (727), evidentemente in uno scenario storico già differente, pone più grande attenzione sull’aspetto eretico della stregoneria.
Da esso risulta che la stregoneria, considerata fenomeno pagano, offendeva profondamente la religione cristiana.
Nei testi alto-medioevali è possibile notare come i giuristi considerassero le streghe (striges, strigae, lamiae) alla stregua di “demoni femminili pagani, dediti ad atroci rituali notturni e al rapimento dei bambini, col fine di succhiar loro il sangue.”
Il Decretum (1138) che conserva la tesi del Bucardo di Worms (1025) che considera pratiche quali il volo come irreali, sosteneva l’ effettività dell’unione sessuale rapporto tra le praticanti ed il maligno. Tra l’ XI ed il XIII secolo il dibattito sulla stregoneria passò in secondo piano rispetto all’insorgere di pericolose eresie come quelle Catare e Valdesi, ed anche i vari processi contro presunti maghi e presunte streghe diminuirono al punto tale che ne furono trattati pochissimi casi.
Fu Innocenzo VIII a iniziare il 5 dicembre 1484, con la bolla “Summis desiderantes affectibus”, la famigerata “Caccia alle streghe”.
In quel documento così il Papa si pronuncia sul fenomeno: “Abbiamo ultimamente saputo, con afflizione, che in molte località, città, territori, regioni e diocesi della Germania, parecchie persone, uomini e donne, incuranti della propria salvezza e sviati dalla vera fede, si danno ai diavoli incubi e succubi. Mediante formule, incantesimi, scongiuri o altro abominevole sortilegio criminale, essi operano affinché le donne abortiscano e siano resi sterili, soppressi e distrutti, i feti degli animali, i prodotti della terra, l’uva delle viti, i frutti degli alberi”.
I protagonisti assoluti della persecuzione furono i frati domenicani Jakob Sprenger ed Heinrich Institoris, gli autori del trattato Malleus maleficarum , ma anche giuristi, scienziati e teologi: Fu l’inizio di una atroce caccia che si trascinò per molto tempo e che travolse soprattutto donne accusate di aver rinnegato la fede cristiana per il diavolo, compiendo, in suo nome, terribili delitti contro l’ umanità. Furono condannati per stregoneria sia uomini che donne anche se queste ultimo in numero estremamente superiore.
La spiegazione di questa sproporzione è esplicitata nel Martello delle Streghe, in cui si legge: “Perché nel sesso tanto fragile delle donne si trova un numero di streghe tanto maggiore che fra gli uomini?

è la stessa esperienza, oltre alle parole e alle testimonianze degne di fede, a conferire una credibilità a queste cose

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