Il legame fra il sangue e la vita
Nell’antico monastero di Lione pare essere ubicata la sede di una delle scuole esoteriche più importanti del mondo: “La Scuola della trascendenza e dell’universale”. A capo di questa strana scuola, o setta, come direbbero alcuni, si dice esserci una leggendaria figura dell’esoterismo mondiale. Celato sotto lo pseudonimo di Kabaleb si nasconderebbe un uomo dai misteriosi poteri e dalla incredibile sapienza. Si dice anche che costui sia in vita da più di centocinquant’anni.
L’occupazione di questa enigmatica figura sarebbe quella di divulgare a coloro che fanno parte della sua “scuola”, le sue dottrine, sotto forma di libelli. Questi libelli sarebbero poi distribuiti nel mondo sempre nel numero di mille copie, né una di più né una di meno, in lingua francese. Pare che sia consentita la traduzione in un’altra lingua per una copia soltanto e ad esclusivo uso dei maestri nei relativi paesi. Tutta questa storia sembra essere assolutamente inverosimile, e probabilmente è così. Però c’è qualcosa di vero in tutto questo: i libelli. Chi vi scrive ne ha avuto tra le mani una copia in francese e ha, com’è ovvio, avuto modo di leggerla interamente. Si parla di moltissime cose in quel libello, però a noi ne interessa una in particolare: il sangue. Secondo l’enigmatico vegliardo di Lione, l’uomo sarebbe costituito da tre corpi differenti, tutti collegati tra loro: il corpo fisico, il corpo dei desideri e il corpo del pensiero. Tutti e tre questi corpi sono materiali poiché, secondo l’antico maestro, anche lo spirito è materia, così come, ad esempio, anche gli angeli sarebbero costituiti di materia. Si tratta di una materia più “rarefatta”, ma pur sempre di materia si tratta. Ecco quindi che la tradizionale triade di corpo anima e spirito viene risolta in corpo visibile, del desiderio e del pensiero. Cosa collega il tutto? Il sangue naturalmente. Il sangue è il fiume della vita: esso collega l’anima allo spirito e al corpo visibile e più pesante. In esso si convogliano tutte le esperienze fisiche, i desideri e i pensieri che l’ente uomo vive. In esso, in pratica, si condensa tutta la vita. Perdere sangue, infatti, è considerata una perdita di un certo rilievo: è come perdere una parte di se stessi. 
Se riflettiamo un istante potremo ricordarci come in alcune sette non è consentito scambiarsi il sangue perché considerato un patrimonio assolutamente soggettivo. Il sangue è ciò che consente al corpo fisico di convogliare tutte le sue esperienze all’interno del corpo dei desideri, più leggero, prima della propria dissoluzione.
A sua volta, nell’ascesi, il corpo dei desideri dovrà convogliare, attraverso la propria entità materiale sanguigna, le proprie esperienze al corpo ancora più sottile e più puro, ossia quello detto del pensiero, ma possiamo chiamarlo anche spirituale.
Privare qualcuno del sangue è considerato un sacrilegio. Ne possiamo quanto meno intuire il perché da quanto si è detto. In effetti se qualcuno venisse dissanguato, stando a quanto riferisce questa teoria, perderebbe totalmente o quasi, il proprio bagaglio esperienziale, la propria sapienza, il proprio vissuto.
In altre parole, verrebbe recisa quella possibilità di sviluppo e di evoluzione di quella creatura, le verrebbero tarpate le ali. Infatti, per l’antico maestro, lo scopo dell’esistenza è l’evoluzione e il progresso continui: solo questo onorerebbe la creazione; ecco perché privare qualcuno del sangue sarebbe un sacrilegio.
Ed ecco anche perché questa pratica è molto diffusa in alcune sette sataniche.
Personalmente trovo queste teorie davvero affascinanti: esse spiegherebbero come mai sin dall’antichità il sangue sia stato considerato in un certo modo.
Tornando al vampirismo, mi vien da sorridere pensando a quanto blasfemi i vampiri possano essere considerati a Lione! Il vampiro sarebbe il male che più di ogni altro andrebbe combattuto ed estirpato.
Chissà se a Lione credono ai vampiri? Secondo voi?
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